Voglio un figlio!

Voglio un figlio!!!!(curiosita`)

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La gravidanza settimana per settimana.

  Ecco una guida che vi accompagnerà durante tutte le settimane della vostra gravidanza:

Settimana 1 Hai il tuo ciclo mensile, e non sai ancora che sarà l’ultimo per molto tempo. Il bambino è solo un’idea, un progetto. Se stai cercando una gravidanza, puoi cominciare ad assumere acido folico.

Settimana 2 Sta per avvenire l’ ovulazione. Alcune donne si accorgono di quando ovulano, altre no. Puoi cominciare a programmare dei rapporti mirati al concepimento!

Settimana 3 L’ovulo è stato fecondato, e si impianta nell’utero. Ci possono essere episodi di sanguinamento chiamati "perdite da impianto", ma non c’è nulla di cui preoccuparsi, sono assolutamente normali!

Settimana 4 Puoi iniziare ad avvertire I primi sintomi della gravidanza: nausea, stanchezza, seno dolente. Il  test delle urine rileva già la presenza dell’ormone Hcg: positivo!!!!

Settimana 5 L’embrione misura 1.5/2.5 mm. Si può vederlo con  un`eco transvaginale. Si distinguono già la testa e il corpo, e il cuoricino comincia a battere.

Settimana 6 L’embrione misura 4/6 mm. Iniziano a formarsi i primi organi, e un primo abbozzo di placenta. L’aumento degli ormoni può portare a un peggioramento nelle nausea mattutine.

Settimana 7 L’embrione misura 7/9 mm. Si formano le braccia, le gambe, il naso. Iniziano a formarsi anche gli organi genitali, ma non si può ancora distinguere il sesso.

Settimana 8 L’embrione misura 8/11 mm. E’ il periodo giusto per la prima visita. In questa settimana si differenzia il sesso, comincia il processo di ossificazione e iniziano a essere presenti i primi movimenti spontanei.

Settimana 9 Il feto (dalla fine del terzo mese non è più un embrione!)) è lungo 13/17 mm e pesa circa 1 grammo. Il sesso è ormai stabilito, e si formano i gomiti e le prime articolazioni.

Settimana 10 Il feto misura 27/35 mm e pesa 4 grammi. Ha occhi aperti, le orecchie esterne e le labbra si sono formate, e scompare la "coda". Iniziano a formarsi i genitali esterni.

Settimana 11 Il feto pesa circa 7 grammi. La testa è circa la metà della dimensione totale del corpo. Sulle dita iniziano a crescere le unghie.

Settimana 12 Il suo peso raddoppia, il feto comincia ad avere riflessi spontanei e movimenti del tratto intestinale. La mamma dovrebbe cominciare a sentirsi meglio, perché la maggior parte dei disturbi della gravidanza iniziale spariscono. Si può già distinguere il  sesso con l’ecografia.

Settimana 13 Inizia il secondo trimestre. Il peso raddoppia ancora, si formano tutti e 20 i dentini, gli organi addominali si perfezionano e raggiungono la loro sede definitiva

Settimana 14 Il feto misura circa 13 cm. Inizia a fare pipì nel liquido amniotico. E’ anche in grado di "respirare" il liquido facendolo entrare e uscire dai polmoni.

Settimana 15 Il feto pesa circa 70 grammi. E’ in grado di succhiarsi il pollice. La sua pelle è sottilissima e si intravedono le vene. Iniziano a crescere i capelli.

Settimana 16 Il feto è lungo 16 cm e pesa circa 85 grammi. Le unghie sono completamente formate, e I movimenti iniziano ad essere più coordinati.

Settimana 17 Il peso raddoppia, grazie alla formazione dei primi depositi di grasso sotto la cute che lo aiuteranno a mantenere una temperatura costante alla nascita. Inizia a reagire ai rumori esterni che lo infastidiscono.

Settimana 18 Cresce rapidamente, il processo di ossificazione continua. Si perfezionano le ditine e iniziano a essere presenti le impronte digitali.

Settimana 19 Si formano i denti permanenti sotto quelli da latte. Compare la lanugine sul corpo, che resterà fin dopo la nascita. Nelle femmine, le ovaie iniziano a sviluppare gli ovociti.

Settimana 20 Siamo a metà gravidanza. Il feto è lungo 25 cm e pesa quasi 300 grammi. Inizia a ricoprirsi di vernice caseosa, una sostanza che serve a proteggerlo.

Settimana 21 Il bambino si muove nuotando nel liquido amniotico, e spesso questo è il periodo in cui si posiziona a testa in giù per restarci fino al momento del parto

Settimana 22 Il bambino continua a crescere: è lungo quasi 30 cm e pesa più di 400 grammi. Crescono le sopracciglia.

Settimana 23 La lanugine si scurisce, e nell’intestino comincia a svilupparsi il meconio, le sue prime feci. Possono iniziare ad essere presenti le  contraioni preparatorie (di Braxton-Hicks) ma il bambino non le avverte.

Settimana 24 Il bambino pesa più di mezzo chilo ed è completamente formato. Ora comincia ad accumulare il grasso che gli servirà alla nascita. Se dovesse nascere ora, avrebbe qualche probabilità di sopravvivere con delle cure speciali.

Settimana 25 Le ossa continuano a crescere e si fortificano. Il bambino pesa ormai più di 700 grammi.

Settimana 26 La pelle diventa più opaca. Il bambino sente i suoni provenienti dall’esterno e distingue la luce dal buio

Settimana 27 La pelle del bambino è "spiegazzata" per la continua permanenza nel liquido. Il viso inizia ad assumere i tratti definitivi che avrà alla nascita.

Settimana 28 Si sviluppano le ciglia e aumenta sempre più il grasso cutaneo. Nei maschietti, i testicoli scendono nella loro sede questa settimana.

Settimana 29 Il bambino comincia ad essere in grado di regolare la propria temperatura. Il midollo osseo inizia a produrre a pieno ritmo i globuli rossi. I movimenti fetali diminuiscono, perché lo spazio si riduce

Settimana 30 Il bambino pesa 1.3 kg ed è lungo quasi 40 cm. La mamma può iniziare a distinguere dei veri cicli sonno/veglia nelle abitudini del bambino.

Settimana 31 Le iridi iniziano a dilatarsi e restringersi in risposta alla luce. La pelle diventa meno rossiccia e più rosea a causa dei depositi di grasso più chiari che si formano.

Settimana 32 Il bambino continua a crescere, arrivando a quasi 2 kg principalmente per l’aumento di grasso e muscoli. Fa sempre più fatica a trovare spazio per muoversi.

Settimana 33 Il bambino inizia a produrre il surfattante, una sostanza che permette ai polmoni di svilupparsi pienamente. Dopo questa settimana, sarà quindi in grado di respirare autonomamente alla nascita.

Settimana 34 Il bambino ha superato i 2 kg. Gli ormoni prodotti dalla placenta iniziano ad attivare la produzione di  latte nelle ghiandole mammarie.

Settimana 35 Nelle ultime settimane il peso può aumentare fino a mezzo chilo a settimana, ma non è più un valore quasi costante come nei primi due trimestri, varia da bambino a bambino.

Settimana 36 Il bambino continua a crescere e si abbassa nella pancia della mamma, causando spesso lo stimolo ad urinare molto frequentemente.

Settimana 37 Il bambino impara a respirare inalando liquido amniotico, e questo può portarlo ad avere il singhiozzo, facilmente avvertibile dalla madre.

Settimana 38 Il bambino cresce ancora e preme sui nervi pelvici della madre, che può facilmente avvertire delle "scosse" alle gambe causate proprio da questo.

Settimana 39 Ormai ci siamo!!! Il bambino si abbassa ancora, e in alcuni casi avviene la perdita del tappo mucoso che sigillava l’utero, segno che il parto è vicino!

Settimana 40 Il bambino è a termine, pronto a nascere (anche se ci potrebbero volere ancora fino a due settimane..). Dovrebbe pesare circa 3/3.5 kg. Il suo sistema immunitario è ancora immaturo, ma si rafforzerà col latte materno. Inizia l’avventura!!

Utero: come si modifica in gravidanza.

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L’utero è un organo importantissimo in gravidanza perché ha la unzione di accogliere l`embrione e dare così inizio alla gestazione; è qui che l’embrione si annida e si sviluppa fino al parto. È situato nella parte mediana del corpo (anche se può essere leggermente inclinato a destra o a sinistra) ed è avvolto in gran parte dal peritoneo.

Possiamo distinguere due parti nell’utero: una parete muscolare chiamata miometrio e una cavità interna, l’endometrio nel quale hanno luogo dei particolari movimenti, definiti peristaltici, che variano durante le fasi del ciclo. Normalmente l'utero è inclinato in alto e in avanti verso la vagina, ma in circa il 20% dei casi è inclinato verso il basso e all'indietro e si trova vicino al retto. In questo caso si parla di utero retroverso.

Dal punto di vista anatomico si distinguono una porzione superiore arrotondata dove c'è l'imbocco delle tube, una porzione principale (corpo ), un breve segmento di passaggio (istmo) e un collo. Una parte del collo sporge nella vagina e presenta l'orifizio esterno dell’organo. Il collo dell'utero, definito anche “bocca uterina”, svolge un ruolo passivo ma fondamentale durante la gestazione: provvede  infatti al supporto meccanico per il prodotto del concepimento. Si tratta di uno stretto canale fibro-muscolare che connette il corpo dell'utero alla vagina. Per tutto il periodo della gravidanza, in condizioni normali, rimane saldamente chiuso per impedire una nascita prematura, e per evitare che eventuali agenti infettivi raggiungano il feto. Durante le prime ore del travaglio il collo dell'utero si appiattisce e si dilata per formare un canale continuo attraverso cui passerà il feto. La dilatazione della bocca uterina coincide con il periodo dilatante del parto.

L’utero, in gravidanza, più di qualsiasi altro organo, è oggetto di profonde modificazioni: inizialmente è lungo circa 8 centimetri mentre al termine della gravidanza raggiunge delle dimensioni che corrispondono ad un aumento di volume della sua cavità di 500-1000 volte. Arriva infatti ad una lunghezza di 35 centimetri e ad una profondità di 20. Non solo: in condizioni normali pesa circa 50-80 g ma con la gravidanza si sviluppa fino ad arrivare a pesare anche 1-1,5 kg. Tale aumento è dovuto a diversi fattori tra i quali la ritenzione idrica che si verifica nei suoi tessuti, l’aumento del calibro dei vasi sanguigni e linfatici e la formazione di nuovi fasci di fibre. Ma si verificano anche i processi di iperplasia e ipertrofia delle fibre muscolari per cui vi è rispettivamente un aumento del numero e del volume delle cellule interessate.

C’è da dire inoltre che l'interno dell'utero, oltre al feto, ospita anche la placenta e gli annessi ovulari, che sono le strutture dell'uovo che non fanno parte del corpo fetale. Poiché in gravidanza avanzata l'utero deve sopportare un peso superiore ai 5 kg, è fissato tramite robuste connessioni connettivali. In seguito a numerosi parti o in età avanzata la tensione del legamento si allenta e l'utero scende verso il basso.

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Ma vediamo come si comporta l`ovulo quando giunge nell`utero. Dopo 5 giorni dalla fecondazione l’embrione arriva nell’utero ma ciò non basta ancora perché la gravidanza abbia inizio, infatti se la fecondazione non è avvenuta l’ovulo viene espulso attraverso il sangue mestruale. In caso contrario, se cioè l’ovulo viene riconosciuto come qualitativamente adeguato per proseguire la sua crescita, il corpo luteo, cioè quel che rimane del follicolo una volta  avvenuta la fecondazione, comincia a produrre delle sostanze ormonali che modificano le pareti dell’endometrio rendendolo idoneo ad accogliere l’embrione. L’annidamento di quest’ultimo all’endometrio avviene grazie a speciali molecole dette di “adesione” ma anche attraverso una serie di particolari meccanismi biochimici. Una volta arrivato in utero l’embrione deve “superare” dei severi criteri di selezione; infatti solo gli embrioni adeguati dal punto di vista genetico e cromosomico si annideranno nel modo adeguato e proseguiranno la loro crescita, mentre la maggior parte di quelli non adeguati saranno eliminati.

Durante le prime settimane di gravidanza gli estrogeni influenzano l’ipertrofia e l’iperplasia del miometrio mentre dopo la 10a-12a settimana di gestazione è soprattutto la crescita del feto e della placenta a contribuire in maniera decisiva all’aumento di volume dell’utero. Un’altra trasformazione è quella a carico delle pareti uterine: mentre in condizioni normali queste hanno uno spessore superiore ai 2 - 3 centimetri, con il procedere della gravidanza si assottigliano gradualmente fino a raggiungere una spessore di 10 millimetri. La consistenza del corpo e del collo dell'utero è pastosa. Le ghiandole del canale secernono una maggiore quantita` di muco che serve per il tappo mucoso; quest’ultimo ha il compito di isolare e proteggere la cavità uterina dove si sviluppa il feto A quante settimane si conosce il sesso del bambino? La morfologica

Molto spesso si viene a conoscenza del sesso del proprio bambino durante l'ecografia morfologica, a meno che non si scelga o ci venga consigliato di effettuare l'amenocentesi.

E' l'esame che, oltre alla biometria (misurazione delle parti corporee fetali), esamina accuratamente la morfologia del feto e dei suoi annessi (placenta e funicolo). L'epoca gestazionale ideale per eseguire l'ecografia del secondo trimestre è intorno alle 21 settimane. Generalmente le prescrizioni e i conseguenti invii delle pazienti per tale esame avvengono in prevalenza a 19-20 settimane.Le linee guida S.I.E.O.G. (Società italiana di ecografia ostetrica ginecologica e metodologie biofisiche) prescrivono tra 19 e 21 settimane.

Biometria

Da quest'epoca in avanti lo studio ecografico del feto procede per singole porzioni corporee esaminate in successione e non può più limitarsi ad una visione globale del feto. Si misura il diametro biparietale (BPD, biparietal diameter), il parametro biometrico fondamentale al di là del I trimestre. Esso rappresenta la distanza fra una tempia e l'altra del feto. Nella stessa scansione del BPD si misura la circonferenza cranica.

Quindi si passa alla misura della circonferenza addominale, al livello dello stomaco e della vena ombelicale. La misura della circonferenza addominale a 21 settimane è riferimento indispensabile per valutare l'accrescimento fetale nel III trimestre. Difatti i ritardi di accrescimento o, al contrario, la crescita del feto al di sopra dei valori normali si annunciano fin dall'inizio proprio con variazioni della circonferenza addominale che cambia le sue proporzioni accrescitive (percentile di crescita) rispetto alle età gestazionali precedenti.

Morfologia

Come già detto, l'ecografia del secondo trimestre è incentrata sulla valutazione della morfologia e struttura degli organi fetali. Occorre quindi che chi la effettua proceda ben concentrato, attraverso le scansioni lungo il corpo fetale.

Incominciando dalla testa, si valutano dapprima le strutture endocraniche: cervelletto e spessore della plica nucale (il corrispettivo della translucenza nucale). Importanti anche la simmetria dei due emisferi cerebrali a cavallo della linea mediana e l'assenza di dilatazioni a carico dei ventricoli laterali contenenti il liquido cerebro-spinale (per escludere un'idrocefalia). Si passa alla valutazione del massiccio facciale con le orbite, il naso e, da non trascurare, il palato duro e le labbra per escludere una labio-palatoschisi (o labbro leporino). Nel torace l'organo più rilevante è il cuore. Procedendo si valutano i due reni, lo stomaco, il fegato, la colecisti e, scendendo ancora, le anse intestinali e la vescica urinaria.

Un'altra osservazione obbligatoria è rappresentata dalla ricerca dell'integrità della parete addominale anteriore, intorno al punto di attacco del cordone ombelicale, che può costituire a volte una porta erniaria per i visceri addominali.

Un esame accurato merita poi la colonna vertebrale che va osservata in tre scansioni: longitudinale, trasversale e coronale. Giunti alle ossa iliache (bacino) si procede infine alla valutazione degli arti inferiori (coscia, gamba, piede) e tra le gambine........cosa ci farà vedere l'ecografia?? Il pene di un maschietto o la vulva di una femminuccia. nella maggior parte delle volte è proprio con questa ecografia che si conosce il sesso.

In seguito si provvederà a valutare l'inserzione della placenta, poiché una sua inserzione bassa (verso il collo dell'utero anziché verso il fondo) potrebbe poi rivelarsi una placenta previa nel terzo trimestre e consigliare il ricorso al taglio cesareo programmato. Infine si darà un rapido sguardo alle pareti uterine, soprattutto quando occorra ricontrollare dei fibromi visti, per esempio, nel corso dell'ecografia del primo trimestre.

Rischio di parto prematuro: da cosa dipende?

Il parto pretermine, cioè quello che avviene prima della 37a settimana di gestazione, è una delle più gravi complicazioni che possono insorgere in gravidanza e può mettere seriamente a repentaglio la salute del bambino. Il parto pretermine non comporta particolari rischi per la madre mentre può determinare  rischi  per il feto in relazione all'epoca gestazionale in particolare quando quest'ultima è inferiore alle 34 settimane; viceversa il parto dopo la 36a settimana è considerato abbastanza sicuro per il feto a patto che il suo sviluppo sia regolare e non esistano altre patologie concomitanti.

Si tratta comunque di una vera e propria patologia che interessa il 5-10% delle donne in dolce attesa e  si associa ad un’elevata mortalità infantile, basti pensare che circa il 75% delle morti perinatali avviene in bambini prematuri. Ma anche in quelli che sopravvivono le conseguenze cliniche possono essere molto serie: la sindrome da distress respiratorio è forse quella più grave e si verifica a causa dell’incompleto sviluppo dei polmoni. Altre conseguenze possono essere: l’emorragia cerebrale, l’enterocolite necrotizzante, la displasia broncopolmonare, le infezioni del dotto arterioso. A lungo termine i rischi più temuti della prematurità sono invece la paralisi cerebrale, il ritardo mentale con problemi di apprendimento, la retinopatia e i deficit neurosensoriali (sordità, cecità).

Non sempre le cause del parto pretermine sono ben individuabili ma sembra che esso possa dipendere da particolari condizioni di salute della futura mamma, da fattori riconducibili a precedenti gravidanze o da fattori legati direttamente alla gravidanza in corso. Ecco in dettaglio i diversi fattori di rischio:

Fattori di rischio materni:

  • · età al di sotto dei 18 anni o superiore ai 40;
  • · primiparità;
  • · peso pregravidico inferiore ai 50 kg;
  • · basso aumento ponderale;
  • · fumo
  • · assunzione di droghe e alcol
  • · scarsa assistenza prenatale;

Nella stragrande maggioranza dei casi il parto pretermine si associa alla rottura premature delle membrane  e/o a infezioni alla cervice o alla vagina. Ciò avviene perchè il passaggio di batteri o virus (soprattutto neisseria gonorrea, streptococco ß emolitico, vaginosi batterica, micoplasma-ureaplasma, chlamydia Tracomatis, anaerobi) oltre la barriera cervicale può provocare una reazione infiammatoria in grado di determinare la rottura delle membrane, la dilatazione cervicale le contrazioni dell’utero.

La minaccia di parto pretermine si può manifestare con la comparsa di crampi fissi o intermittenti simili ai dolori mestruali nella zona sovrapubica o con l’inizio vero e proprio delle contrazioni uterine, dolorose o meno, e quindi del travaglio. In questi casi, soprattutto se questi sintomi si associano alla presenza di uno o più fattori di rischio, è necessario recarsi immediatamente in ospedale. Il travaglio di parto pretermine si svolge analogamente a quello di un parto a termine: compaiono le contrazioni uterine regolari e dolorose, la cervice si modifica e si verifica la rottura della membrane. Il secondamento,ossia L`espulsione della placenta, così come il post- partum e il puerperio avvengono come nel parto a termine. C’è da dire che il travaglio di parto pretermine può avere un decorso più breve rispetto al travaglio di un parto a termine e i sintomi che lo precedono possono essere molto scarsi. È comunque molto difficile distinguere tra minaccia di parto pretermine e un parto pretermine in atto.

Può succedere in alcuni casi che venga indotto volontariamente un parto pretermine per motivi medici, nel caso in cui le condizioni di salute della mamma o del bambino (o di entrambi) siano compromesse. Attraverso l`esame ecografico e` possible predire il rischio di parto pretermine; alle donne interessate da tale rischio in genere viene consigliato di restare a riposo. In alcuni casi come misura preventiva vengono prescritti farmaci tocolitici che inibiscono l’attività contrattile dell’utero. La misura più efficace per ciò che riguarda l’esito di un parto pretermine è legato alla somministrazione di cortisonici con lo scopo di indurre la maturazione polmonare fetale tra la 24ª e la 34ª settimana di gestazione: queste terapie insieme al grande progresso nell'ambito dell'assistenza neonatale hanno notevolmente migliorato la prognosi dei bambini nati premature.

Cosa preoccupa le donne in gravidanza!!

Che si programmi o capiti, che ci si stia solo pensando o mentre la si vive, la gravidanza è un periodo di paure e preoccupazioni tanto quanto lo è di gioia. Specialmente per chi affronta la maternità per la prima volta. Cosa preoccupa di più le mamme in attesa? Se l’è chiesto Lilsugar che ha stilato una lista delle dieci più grandi preoccupazioni di una donna in gravidanza. Vi riconoscete?

Attività fisica: molte donne sospendono almeno da un certo punto in poi della gravidanza perché temono di danneggiare il feto e far male al bambino. In molti casi, sempre sotto controllo medico, si può invece continuare a fare sport.

Finalmente è arrivato il momento e la decisione di avere un figlio è stata presa.Il desiderio di maternita` ha avuto la meglio sulla ragione e cosi ora non stai piu` nella pelle…ed allora ecco alcuni consigli per mettere in cantiere un bebè.

Il primo passo da intraprendere in vista di una gravidanza è quello di programmare una visita di controllo e un colloquio con il ginecologo di fiducia per fare il punto della situazione, verificare le proprie condizioni fisiche, chiarire dubbi e aspettative. Inoltre una semplice ecografia pelvic puo` evidenziare eventuali ostacoli al concepimento,come un ibroma di grosse dimensioni o una seria malformazione all`utero. E’ buona norma per una donna in sovrappeso, in vista della gravidanza, di correggere le proprie abitudini alimentari adottando un regime più bilanciato. Naturalmente sono da evitare le diete troppo drastiche, che impoveriscono l’organismo delle sostanze di cui avrà bisogno durante l’attesa.

Che il fumo in gravidanza faccia male sia alla mamma sia al nascituro,e` risaputo ed è per questo che è necessario non aspettare l’inizio della gravidanza per smettere di fumare, ma è necessario farlo nel momento in cui si decide di provare ad avere un figlio, perché il fumo altera la produzione di ormoni estrogeni e riduce la fertilità femminile, allungando i tempi di attesa prima del concepimento.

Gli esami raccomandati in fase preconcezionale dal ministero della Salute e offerti gratuitamente dal Servizio Sanitario Nazionale comprendono analisi del sangue per stabilire l’eventuale vulnerabilità alla toxoplasmosi e alla rosolia. A questi può essere aggiunto un test per la ricerca degli anticorpi alla varicella, se la futura mamma non ricorda di averla avuta. Purtroppo non esiste un vaccino per la toxoplasmosi ma per prevenire rosolia e varicella esistono vaccini molto efficaci ed  e` consigliabile che in vista di una gravidanza siano somministrate a tutte le donne che non ne risultano immune. Ma trattandosi di prodotti che contengono virus vivi e che potrebbero innescare un’infezione nell’organismo della donna, è consigliabile di effettuare la vaccinazione almeno un mese prima del tentativo di concepimento.

Se l’aspirante mamma soffre di patologie croniche come il diabete o l’ipertensione, è necessario che ne discuta con il proprio medico di famiglia o lo specialista che la segue, prima di cercare una gravidanza in quanto possono affrontare con tutta serenità l’attesa di un bambino a patto di essere adeguatamente controllate e curate durante i 9 mesi programmando terapie adeguate.Infatti la terapia che seguono normalmente dovra` essere modiicata  e calibrata secondo le indicazioni del ginecologo,scegliendo farmaci innocui per il piccolo che nascera`.

E’ bene iniziare ad assumere l’acido folico non appena si comincia a cercare una gravidanza in quanto l’assunzione di acido folico a partire da almeno tre mesi prima del concepimento fino al termine del primo trimestre di gravidanza riduce l’incidenza di malformazioni del tubo neurale, come la spina bifida e il labbro leporino.

Un passo indispensabile per chi intende avere un figlio è quello di interrompere l’assunzione della pillola anticoncezionale in quanto nei primi mesi dopo la sospensione della pillola possono manifestarsi alcune irregolarità mestruali che ritarderebbero naturalmente il regolare processo di concepimento.

A questo punto è bene cominciare a tenere sotto controllo l’ovulazione e una tecnica molto efficace, che non comporta la necessità di fare conti e si adatta a qualunque donna fertile, è  il metodo del muco cervical.Si basa sul fatto che sull’approssimarsi dell’ovulazione avvengono delle modificazioni nella secrezione del muco cervicale che culminano nella rilevazione di una caratteristica sensazione di lubrificazione. A questo punto si consiglia di interrompere i rapporti sessuali alla prima comparsa del sintomo del muco e astenersi fono a quando si avverte la lubrificazione. In questo modo, oltre ad individuare il cosiddetto giorno di più alta fertilità, si garantisce anche una maggiore fertilità del seme maschile perché due o tre giorni di astinenza dai rapporti consentono agli spermatozoi di raggiungere la densità ottimale.

Oggi, per ragioni soprattutto di natura economica e sociale, le donne tendono a rimandare la prima gravidanza il più a lungo possibile e quando il desiderio e le condizioni si fanno vivi, magari la gravidanza comincia a farsi attendere. Dunque l’ultimo consiglio è quello di non allarmarsi se i primi tentativi vanno a vuoto in quanto solo dopo 12 mesi di tentative infruttuosi e` consigliabile fare accertamenti per cercare potenziali cause di infertilita`.